L’attività di un olio con proprietà di “dislocamento/spostamento dell’acqua” (water displacing) è essenzialmente basata sulla capacità di “bagnare” una superfice. Quest’ultima proprietà è fondata sulla tensione superficiale propria di un fluido. A parte la nomenclatura degli angoli e delle forze vettoriali in gioco questa figura dà l’idea teorica di come funziona la tensione superficiale e la relativa capacità di bagnare una superfice: In sostanza la forma della goccia della prima figura indica una maggiore bagnabilità rispetto alla seconda sottostante.

Inoltre nel riquadro che segue sono riportati i valori di tensione superficiale da cui si evince come un solvente (benzene) o un olio naturale (olio di oliva) abbiano un valore di tensione superficiale, espressa in Newton/metri, più bassa rispetto a quella dell’acqua: Viceversa il Mercurio risulta il “fluido”, in realtà è un metallo che si presenta liquido a temperatura ambiente, con la maggiore tensione superficiale tra quelli considerati nella tabella. Di conseguenza un olio tecnico, espressamente formulato per essere un water displacing, quando è applicato su di una superficie bagnata con acqua, tenderà, grazie alla sua più bassa tensione superficiale e quindi maggiore capillarità rispetto a quest’ultima, a “spostare” l’acqua stessa dalla relativa superfice di contatto. Questa capillarità è la stessa che ne fa uno sbloccante di parti ossidate e, marginalmente nella sua fase oleosa, un lubrificante, di meccanismi di dimensioni ragionevolmente piccole. Sul peso specifico possiamo dire, per chiarire meglio la funzione complessiva di water displacing, che quando un pezzo umido di acqua sarà immerso nel suddetto olio subirà, oltre all’effetto dovuto dalla tensione superficiale, anche quello della gravità considerando che il peso specifico dell’acqua è superiore a quello dell’olio stesso. Di conseguenza l’acqua tenderà a disporsi nel fondo del recipiente cosi come spesso richiesto in molti processi di water displacing di tipo industriale alfine di eliminare l’acqua, che si accumula sul fondo stesso, tramite un’apposita valvola. Infine, per esprimere una sintesi sulle altre proprietà del nostro olio tecnico, va anche detto che quest’ultimo, una volta evaporato il solvente, lascerà una “lacca” tendenzialmente solida che fungerà da protettivo dalla corrosione in funzione dello spessore e resistenza alla permeazione nel tempo (invecchiamento della lacca) da parte dell’acqua stessa, di altri fluidi e/o di eventuali elementi corrosivi comunque veicolati sulla superfice protetta dall’olio.